Cosa significa “anchoring” in Certifylize?
In Certifylize, anchoring significa: possiamo ancorare checksum crittografici (hash) e riferimenti tecnici per consentire controlli di coerenza nel tempo. Questo non significa automaticamente che i “documenti finiscono on-chain”. Il ledger funge da layer di riferimento/timestamp per rendere più difficile la manomissione e rendere i percorsi di audit più tracciabili.
Costi: gas, batching e uso prevedibile
Le blockchain pubbliche richiedono fee di transazione (“gas”) che possono variare. Per un’operatività stabile conta come gli anchor vengono creati, raggruppati (batching) e attivati. In pratica usiamo trigger chiari (es. finalizzazione del certificato) ed evitiamo azioni on-chain inutili. Obiettivo: prove verificabili con costi più prevedibili.
Sicurezza: cosa può fare il ledger — e cosa no
L’anchoring migliora la tracciabilità perché modifiche successive possono diventare rilevabili (confronto hash/riferimenti). Tuttavia non è una garanzia assoluta e non sostituisce controlli organizzativi. La sicurezza è multi-layer: access control, ruoli/permessi, logging e prevenzione abusi, gestione sicura dei segreti e responsabilità chiare sui contenuti del cliente.
Operatività: verifica pratica, senza hype
La verifica deve essere semplice: aprire link/QR, vedere stato e dettagli, e—secondo configurazione—verificare riferimenti tecnici. Fondamentale la separazione: Certifylize fornisce verificabilità tecnica e segnali di integrità; la validità sostanziale dipende dal processo e dai dati dell’emittente.
In sintesi
- Anchoring = hash/riferimenti, non “documenti on-chain”.
- I costi dipendono dal gas; trigger/batching aiutano la prevedibilità.
- Gli anchor supportano l’integrità, ma non sostituiscono sicurezza/compliance.
- Focus pratico: verifica semplice (link/QR) e percorsi di audit tracciabili.
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